La Sprint Assen ha preso una prima fila tutta Aprilia e l’ha trasformata nella festa più grande di Trackhouse. Raul Fernandez vince la Sprint del GP d’Olanda davanti al compagno Ai Ogura, regalando al team una doppietta pesantissima e confermando quanto, in questo momento, la RS-GP possa far male su piste diverse e in modi diversi.
Dietro di loro, però, c’è anche un lampo italiano giallo fluo: Fabio Di Giannantonio chiude terzo e riporta l’Italia sul podio in una Sprint che per gli altri piloti italiani lascia sensazioni molto più contrastanti. Marco Bezzecchi è quarto e limita i danni davanti a Jorge Martin, mentre Francesco Bagnaia chiude settimo dopo una penalità per track limits nel finale. Bastianini raccoglie punti, Marini resta fuori dalla zona buona e Morbidelli finisce la sua Sprint con un ritiro.
La Cattedrale del Motociclismo non consegna una sola storia. Ne consegna almeno tre: Trackhouse che si prende la scena, Diggia che resta attaccato ai migliori, e un Mondiale che continua a muoversi punto dopo punto.
Diggia si prende il podio nella Sprint di Assen
In mezzo al dominio Trackhouse, il nome italiano che brilla di più è quello di Fabio Di Giannantonio. Il romano della VR46 parte forte, resta dentro il gruppo che conta e chiude terzo, dietro soltanto alle due Trackhouse di Raul Fernandez e Ai Ogura. È un podio importante, perché arriva in un sabato in cui davanti l’Aprilia sembrava avere tantissimo e in cui restare agganciati non era affatto scontato.
Diggia non vince, ma c’è. E questa ormai non è più una notizia piccola. Perché settimana dopo settimana continua a stare nella parte alta, continua a raccogliere, continua a trasformare i weekend buoni in punti veri. In una Sprint in cui Martin scivola quinto, Bezzecchi chiude quarto e Pecco resta più indietro, il terzo posto di Fabio pesa doppio.

È il tipo di risultato che non fa solo classifica, ma costruisce presenza. Di Giannantonio conferma che non è più quello che ogni tanto si infila nel gruppo buono: ormai è uno di quelli che lì ci resta. E ad Assen, nella Cattedrale, questo podio ha il sapore di una conferma enorme.
Bez tiene botta dopo Brno
Per Marco Bezzecchi, il quarto posto ha un valore particolare. Dopo il caos di Brno, la sospensione, il weekend senza gara lunga e tutto quello che si è portato dietro, Assen era molto più di una semplice Sprint. Era il primo vero ritorno in pista con il Mondiale ancora addosso e una classifica diventata improvvisamente più stretta.
Il Bez partiva dalla prima fila, dopo un venerdì fortissimo e una qualifica in cui la pole gli era scappata di poco. In gara, però, non riesce a restare con le due Trackhouse e con Diggia. A quel punto la sua Sprint cambia obiettivo: non più attaccare il podio, ma battere Jorge Martin nel confronto diretto per il Mondiale.

Martin, partito dalla pole, scivola indietro dopo i primi giri e si ritrova a difendere la quarta posizione proprio da Bezzecchi. Il duello non è una battaglia spettacolare fatta di sorpassi continui, ma pesa tantissimo: dopo Brno, ogni punto tra loro vale doppio. Bez trova il varco, passa Martin e si prende il quarto posto, chiudendo davanti al suo rivale diretto.
Poco? Sì, se si guarda solo il numero. Tantissimo, se si pensa al momento. Dopo Brno, il primo obiettivo era non sbagliare, non regalare altro, non lasciare che Martin trasformasse Assen in un altro colpo alla classifica. La Sprint non gli regala una risposta da dominatore, ma gli restituisce una cosa fondamentale: la sensazione di essere ancora lì, ancora leader, ancora in piedi.
Pecco, un sabato che resta amaro
La Sprint di Francesco Bagnaia lascia invece addosso un sapore molto più complicato. Pecco partiva quinto, quindi con l’occasione di restare subito nella parte alta della gara. Invece la Sprint non prende mai davvero la forma giusta. Davanti le Trackhouse scappano, Diggia si prende il podio, Bezzecchi e Martin restano davanti, Marc Marquez chiude sesto.
E poi arriva anche la penalità per track limits nell’ultimo giro, che fa scivolare Bagnaia alle spalle di Marc. Il settimo posto porta comunque tre punti, ma non cambia il senso del sabato: dopo il podio di Brno e dopo una settimana emotivamente enorme, Pecco ad Assen non trova la risposta piena.

E dentro questa settimana enorme c’è anche tutto il peso dell’annuncio Aprilia. Perché sapere già che dal 2027 Pecco cambierà colore rende ogni gara in rosso un po’ diversa: il futuro ha già un nome, Noale, ma il presente resta ancora Ducati. E proprio per questo ogni sabato complicato pesa di più, sospeso tra quello che sta finendo e quello che deve ancora cominciare.
Non è un disastro, ma è un’altra Sprint in cui resta qualcosa in sospeso. La velocità non basta, la posizione di partenza non si trasforma in un risultato forte, e la domenica diventa subito un’altra occasione da usare per rimettere ordine.
Bastianini raccoglie, Marini resta fuori, Morbidelli cade
Dietro ai tre nomi più pesanti, l’altra Italia vive un sabato spezzato. Enea Bastianini chiude ottavo e porta a casa due punti: non è un risultato che cambia il weekend, ma almeno gli permette di restare dentro la zona utile in una Sprint in cui era facile perdere terreno.
Luca Marini chiude dodicesimo, fuori dai punti, dentro una gara che non gli dà mai davvero spazio per incidere. Franco Morbidelli, invece, non arriva al traguardo: il suo sabato si chiude con un ritiro per incidente, lasciando un altro weekend da ricostruire già dalla domenica.
Il bilancio italiano, quindi, resta diviso in modo netto: Diggia sul podio, Bez solido nel Mondiale, Pecco con più amaro che sorrisi, Bastianini a punti e gli altri due più indietro. Assen non butta giù tutto, ma nemmeno regala una giornata piena.

Trackhouse si prende la Sprint di Assen
Davanti, la Sprint parla fortissimo Trackhouse. Raul Fernandez supera Jorge Martin nei primi giri, si mette davanti e non lascia più il comando. Ai Ogura completa il lavoro con il secondo posto, a poco più di tre decimi dal compagno, e firma una doppietta che pesa tantissimo per il team.
È una vittoria che racconta anche quanto l’equilibrio Aprilia stia cambiando forma. La pole era andata a Martin, Bezzecchi partiva davanti e sembrava pronto a trasformare il sabato in una risposta personale. Invece la gara se la prendono le due Trackhouse, con Fernandez lucido e Ogura ancora una volta velocissimo, concreto, ormai sempre più dentro la parte alta della MotoGP.
Alla fine Assen lascia una Sprint più pesante di quanto sembrasse. Trackhouse si prende la scena, Diggia conferma di essere ormai stabilmente nella parte alta, Bezzecchi tiene botta nel confronto diretto con Martin e Pecco resta sospeso dentro un sabato amaro, tra un presente Ducati ancora da onorare e un futuro Aprilia già scritto. Non è una giornata da festa italiana piena, ma è una giornata che muove ancora il Mondiale. E nella Cattedrale, ogni punto sembra pesare un po’ di più.
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