Le Mans ha scelto un modo tutto suo per dare spettacolo. Niente flag-to-flag, niente delirio totale, ma una gara che ha cambiato peso giro dopo giro fino a consegnare una fotografia fortissima: Aprilia davanti a tutti, Ducati ufficiale ancora a mani vuote e Italia divisa tra il secondo posto pesantissimo di Marco Bezzecchi, il quarto posto solido di Fabio Di Giannantonio e la caduta amarissima di Francesco Bagnaia.
La domenica del GP di Francia diventa storica per la Casa di Noale: Jorge Martin vince 588 giorni dopo l’ultimo primo posto, Marco Bezzecchi chiude secondo e Ai Ogura completa il podio, firmando la prima tripletta Aprilia in MotoGP.
Bezzecchi non vince, ma resta in piedi quando conta
La domenica del Bez è una di quelle che lasciano due sensazioni insieme. Da una parte c’è il rimpianto, perché Marco Bezzecchi è stato leader fino a tre giri dalla fine e per lunghi tratti ha dato l’idea di poter portare a casa la gara. Dall’altra parte, c’è il peso vero del risultato. Perché Bezzecchi non vince, ma chiude secondo in una domenica in cui Bagnaia cade, Marc Marquez non corre dopo l’infortunio del sabato e Martin gli recupera tantissimo senza però portargli via la vetta.
Bezzecchi parte benissimo, si mette davanti, prova ad allungare e costruisce un margine che per un po’ sembra anche gestibile. Poi però Martin rientra, giro dopo giro, in modalità Martinator, fino a francobollarsi alla sua ruota e passarlo nel finale. Il Mondiale adesso è strettissimo: Bez resta davanti, ma con un solo punto su Martin. Non è più una fuga, è un corpo a corpo.
Bez resta aggrappato a quel singolo punticino con le unghie, con i denti e con le gomme della sua RS-GP. E quasi sembra di tornare al 2018, quando a giocarsi il Mondiale Moto3 c’erano proprio Marco Bezzecchi e Jorge Martin.

Pecco, che occasione buttata…
Il lato più amaro della domenica della gara del GP di Francia è tutto di Pecco Bagnaia. Di nuovo… Dopo la Sprint chiusa al secondo posto, la gara lunga sembrava poter diventare il momento giusto per rimettere insieme davvero il weekend. E per diversi giri qualcosa si era visto: partenza non perfetta, poi rimonta, sorpasso su Quartararo, attacco ad Acosta e secondo posto preso con forza. A quel punto Bagnaia era lì, dietro Bezzecchi, dentro una gara che poteva pesare moltissimo anche per il campionato.
Poi, invece, arriva la caduta. A tredici giri dalla fine Pecco finisce per terra mentre è secondo e la sua gara si chiude lì. È una di quelle botte che fanno male più per il momento che per il gesto in sé: davanti c’era un podio possibile, forse anche qualcosa in più; dietro, una Ducati ufficiale già senza Marc Marquez e con bisogno disperato di una domenica pulita. Invece Le Mans gli lascia addosso un altro zero, e stavolta fa ancora più male.

Diggia quarto, prima Ducati e sempre più concreto
Se c’è un italiano che esce da Le Mans con una gara seria, quello è Fabio Di Giannantonio. Non sale sul podio, ma chiude quarto e soprattutto è la prima Ducati al traguardo in una domenica in cui la rossa ufficiale resta ancora fuori dai primi tre. Diggia parte dalla prima fila, resta dentro la corsa che conta, viene superato da Martin nella rimonta dello spagnolo e poi anche da Ogura, ma non sparisce. Resta lì, porta a casa punti pesanti e chiude davanti ad Acosta.
È una gara meno appariscente di altre, ma molto utile per raccontare il suo momento. Di Giannantonio non vive più soltanto di fiammate: sta diventando uno che, anche quando non ha il podio in mano, resta comunque nella zona che conta. A Le Mans non fa il colpo grosso, ma mette un altro mattone in una stagione sempre più solida. E in una domenica così complicata per Ducati, il suo quarto posto vale più di quanto sembri.
L’altra Italia nella gara del GP di Francia: Enea bene, Marini nei dieci, Morbidelli più indietro
Dietro ai nomi forti della domenica c’è un’altra Italia meno rumorosa, ma comunque da guardare. Enea Bastianini chiude settimo, in una gara concreta che non cambia il senso del weekend ma almeno lo tiene nella parte buona della classifica. Luca Marini entra nei dieci con il decimo posto, mentre Franco Morbidelli chiude quattordicesimo dopo una gara più complicata, segnata anche da una penalità per contatto, che lo obbliga a cedere una posizione.
Non sono storie che si prendono la scena, perché Le Mans questa volta vive soprattutto sul duello Aprilia e sulla caduta di Bagnaia. Però aiutano a completare il bilancio italiano: Bezzecchi tiene il Mondiale, Diggia conferma, Enea porta a casa un risultato dignitoso, Marini raccoglie punti, Morbidelli resta più lontano. Una domenica non brillante per tutti, ma piena di sfumature.

Aprilia fa la storia, e il Mondiale si accende davvero
La notizia grossa, però, resta una: Aprilia monopolizza il podio della gara del GP di Francia. Martin vince, Bezzecchi è secondo, Ogura completa una tripletta che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata quasi fantascienza. È la fotografia di una Casa che non sta più solo “andando forte”: sta dettando il ritmo del campionato. Martin, dopo la Sprint, completa la doppietta del weekend e si porta a un solo punto da Bezzecchi. Ogura firma il suo primo podio e rende ancora più pesante il trionfo di Noale.
Per l’Italia, Le Mans lascia un sapore strano. C’è il sorriso di Bezzecchi, che resta leader anche in una domenica in cui perde la vittoria nel finale. C’è la solidità di Di Giannantonio, sempre più dentro il gruppo che conta. Ma c’è anche l’amarezza enorme di Bagnaia, caduto proprio quando la gara sembrava finalmente girare dalla sua parte. Le Mans non è stata la gara più folle del weekend, ma forse è quella che ha spostato di più. Perché adesso il Mondiale non è più una linea: è un duello, e l’Aprilia ci è dentro con tutte le ruote.
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