Pecco rialza la testa, Morbidelli si prende il caos, Bez si incarta: la Sprint del GP di Jerez scatena il delirio

Jerez ha fatto quello che certe piste sanno fare benissimo: prendere un sabato già complicato e trasformarlo in un delirio totale. La Gara corta del GP di Spagna è diventata la prima flag-to-flag Sprint dell’era MotoGP Sprint: pioggia crescente, cadute a raffica, cambi moto e scommesse da fare in una manciata di secondi.

Alla fine la Sprint l’ha vinta Marc Marquez, che è riuscito addirittura a cadere, tornare ai box, cambiare moto e vincere lo stesso, davanti a Francesco Bagnaia e a uno straordinario Franco Morbidelli.

Il podio dice già molto, ma non dice tutto. Dice che Pecco si prende finalmente un sabato che pesa e che Morbidelli tira fuori un terzo posto enorme partendo diciottesimo. Ma questa Sprint racconta anche altro: Di Giannantonio aveva il podio tra le mani e se lo vede scappare, Bezzecchi butta via una gara che doveva almeno limitare i danni, Martin si ferma per un problema tecnico e Savadori finisce steso nel caos iniziale.

Sprint Gara Spagna
credit: @cr46ridersacademyofficial si Instagram

Il punto in cui la Sprint del GP di Jerez cambia faccia

Il momento in cui Jerez smette di essere una gara normale è quando la pioggia entra in circuito da protagonista assoluta. A cinque giri dalla fine Alex Marquez è in testa davanti al fratello e Di Giannantonio, poi Marc perde l’anteriore all’ultima curva, si rialza subito e taglia verso la pit lane per prendere la moto da bagnato. È lì che cambia il pomeriggio. Perché un giro prima degli altri entrano anche Bagnaia e Morbidelli, che in quel momento erano addirittura 17° e 18°, e quell’anticipo li riporta di colpo dentro la gara giusta.

Da lì in poi succede di tutto e troppo in fretta. Alex Marquez resta fuori con le slick e poi cade. Di Giannantonio prova a resistere ancora un attimo, ma quando capisce che non c’è più niente da salvare rientra ai box anche lui. Bezzecchi invece, già finito nelle retrovie al via per un tear-off rimasto sotto la ruota posteriore, cerca di rimettere insieme il sabato ma finisce a terra. È tutto un grande caos.

Pecco e Franky: la Sprint di Jerez li vede tornare sul podio

La notizia migliore per l’Italia resta Bagnaia. Non perché abbia dominato, non perché abbia risolto tutti i problemi, ma perché stavolta il sabato gli lascia davvero qualcosa. In una Sprint che poteva mangiarsi chiunque, Pecco non si è perso. Nonostante la mancanza di ritmo, la mentalità del “vada come vada” ha dato i suoi frutti. Ha capito che il rischio andava preso, ha anticipato il cambio moto e si è messo nella corsia giusta del pomeriggio. Il secondo posto è il suo primo vero risultato Sprint che pesa in questa stagione, e si sente.

Sprint GP Jerez
Credit: @frankymorbido su Instagram

La storia più bella, però, è forse quella di Franco Morbidelli. Partiva diciottesimo, posizione che in una Sprint normale sarebbe già abbastanza per sparire dai radar, ma che in una Sprint pazza come quella di oggi, può rivelarsi una sorpresa. Oggi serviva lucidità e Franky l’ha avuta. Entra ai box nel momento giusto, non si incarta, non butta via niente e si prende un terzo posto gigantesco. In un pomeriggio in cui tanti hanno perso la testa, lui ci crede.

Diggia resta a metà, Bezzecchi butta via tutto, Enea c’è ma non abbastanza

Fabio Di Giannantonio è probabilmente il pilota italiano che esce dal sabato di Jerez con la sensazione più fastidiosa. Era partito dalla prima fila, era dentro la gara quando davanti c’era ancora Alex Marquez con le slick, e per un attimo il podio era davvero lì. Diggia esce sconsolato dal sabato spagnolo perché quel podio lo aveva a portata di mano; alla fine chiude quinto, superato da Binder nel finale. Non è un crollo, ma è il classico risultato che non basta per essere contenti.

Il sabato più amaro, però, resta quello di Bezzecchi. Leader del Mondiale prima della Sprint, quarto in griglia, poi subito nei guai. La sua Sprint parte subito malissimo: un tear-off finisce sotto la ruota posteriore e gli rovina lo spunto iniziale. Viene risucchiato nella pancia del gruppone e si ritrova da quarto a quindicesimo in un battito di ciglia. Da lì la gara è già sporca. Poi arriva anche la caduta, e il suo pomeriggio finisce così. La sola consolazione è che il Mondiale non gli crolla addosso: con lo zero anche di Martin, Bezzecchi resta in testa a 81 punti, davanti a Martin a 77, con Acosta a 60, Marc Marquez a 57 e Di Giannantonio a 55. Ma resta una Sprint buttata, e si sente tutta.

E poi c’è Enea Bastianini, che rimane un po’ sullo sfondo, nonostante una gara che vale più del suo 11° posto. Il pilota della KTM partiva ottavo, nel cuore della bagarre è rimasto attaccato al gruppo di Zarco, Acosta e Binder e a un certo punto era riuscito pure a infilarsi sul francese. Poi il caos della pioggia e delle scelte ai box lo ha risucchiato indietro, fino a lasciarlo fuori dalla zona punti. Ma il punto è proprio questo: il sabato di Bastianini non è stato anonimo, è stato uno di quelli che lasciano la sensazione di poter valere più del risultato finale.

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