Il “buongiorno, buongiorno!” di Guido Meda suona come una sveglia che ci era mancata. E allora buongiorno davvero Italia: si riparte da Buriram, si riparte dalla Sprint.
Buriram nel segno di Bezzecchi… per poco
Dalla pole scatta Marco Bezzecchi, fresco di matrimonio con la sua Aprilia, velocissimo per tutto il weekend e autore del record della pista in qualifica. Parte bene, tiene la testa e prova subito a fare selezione con un ritmo aggressivo nei primi passaggi. Le temperature alte e l’asfalto impegnativo però non concedono distrazioni: davanti il gruppo resta compatto, con Acosta e Márquez incollati.
Il momento che cambia la gara arriva nei primi giri. Bez, ancora in piena lotta per la leadership, tocca il bianco, perde la moto in inserimento di curva 9 e scivola. Fine della Sprint. Nessuna possibilità di rimonta. Nessun punto. Un errore che pesa, soprattutto perché il passo mostrato lasciava pensare a un potenziale podio. Resta però un dato importante: l’Aprilia c’è, e sul giro secco e sul ritmo iniziale il numero 72 ha mandato un segnale forte.
A caldo, Bez non cerca scuse, anzi. È il suo modo diretto a raccontare l’errore ai microfoni SkySport:
“Cadere è la sottile linea tra essere un fenomeno o un cog***ne.”
È la fotografia perfetta della Sprint: aggressività necessaria, rischio altissimo, margine inesistente. Bezzecchi poi aggiunge: “Ho fatto un piccolo errore, ma il feeling era buono. Domani sarà una gara diversa.” Ed è forse questa la notizia più importante per noi: la velocità c’è.

Il duello davanti: Acosta vs Márquez
Con Bezzecchi fuori, la Sprint davanti entra nel vivo. Pedro Acosta e Marc Márquez iniziano un duello serrato, con sorpassi al limite e staccate profonde. Il ritmo resta costante sull’1’30 basso, segno che la gestione della gomma posteriore è già un fattore decisivo. Nell’ultimo giro arriva il contatto che accende le discussioni: manovra aggressiva, tensione immediata, decisione dei commissari. Alla fine è Acosta a prendersi la vittoria, con Márquez secondo. Un finale che dice già molto sul livello della stagione.
Italia a metà
Francesco Bagnaia resta nel gruppo centrale per tutta la gara. Non riesce ad agganciarsi al treno dei primi, ma mantiene un passo regolare e porta a casa punti importanti. È una Sprint di costruzione più che d’attacco, in attesa della gara lunga dove la gestione può fare la differenza. Ma per entrare davvero nella lotta servirà qualcosa in più, soprattutto sul ritmo nei primi giri.

Fabio Di Giannantonio chiude in top ten con una prova ordinata. Nessun rischio eccessivo, buona gestione delle gomme e risultato concreto: in una Sprint dove basta un errore per sparire, arrivare al traguardo è già metà del lavoro.
Il bilancio del sabato è chiaro:: velocità evidente, risultato parziale.
Ma la sensazione è che la vera partita si giochi domenica. Con più giri, più strategia e più margine per costruire la gara, Bezzecchi può rifarsi, Bagnaia può alzare il livello e Di Giannantonio può consolidare.
La MotoGP è tornata.
E dopo una Sprint così, aspettare domenica sarà quasi impossibile.
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